Momenti di Noia

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#ministri
#governoletta
#gay
routinelybizarre:

A sketch I finally pulled into Photoshop and played around with. Hands are beautiful :)
Some people are #gay. GET OVER IT

“Fuck you!”

“Okay. If you want.”

(Fonte: rosenkins, via lezpopmag)

E festa della Tonna sia. #8marzo

Radical Face - Sleepwalking

I fell asleep in a chair by the fireplace

And I woke up in the kitchen sink

With an umbrella full of holes atop my head and

I fell asleep on the table with your picture in hand

And I woke up in the cupboard

With some scrapes on my arms and a mouthful of hell



Chains are rattling in the attic again

And the (?) nests in the windowsill

And dust had settled over everything

And the ceiling fan still cuts a lazy circle



Got a picture on the mantlepiece

Of the way that I thought that we’d end up

But it shares no resemblance to that

Yeah, that shares no resemblance to that



I tore the dreams from my head and tossed them in the flames

And the smoke smelled like my past

And it stung my eyes, but I was too stubborn to blink and

I slept inside the piano ‘til the rain was gone

And I woke up when I saw the sun

And wiped the sleep from my eyes, yeah I knew my time had come



We’re all still a part of everything that we were

And we’ll all float along with everything

And in turn, we’ll all fall apart with everything

We’ll learn just what things are like outside our heads



And I hear them singing

I hear my name

I feel you tug my skin

And I was happy to fade


Sweety Sleepy

Tutto comincia nella pancia della mamma: dormiamo come angioletti. Anzi, sembriamo più degli astronauti in missione nella Mir: fluttuiamo nella placenta che è un piacere. E c’è sempre qualcuno che ci sveglia perché vuole sentire se scalciamo, se ci muoviamo…ma saranno c… nostri! Quando verremo al mondo se ne accorgeranno se saremo bravi o meno a tirare calci!

Poi è l’ora di venire al mondo. Dio che orrore! E pure non sappiamo ancora tutto quello che ci attende! Non c’è nessun problema, ci viene da piangere anche se non ci sculacciano…ma è solo l’inizio delle sculacciate. A questo punto ci scordiamo dei beati giorni passati fino a quel momento. Ora siamo neonati, siamo il centro del mondo familiare e tutti ci tormentano. Ma noi non desideriamo altro che dormire e dormire. Almeno non ci accorgiamo di quello che avviene attorno a noi. Strilliamo, ci dimeniamo, ma non c’è verso che la neo mamma capisca cosa vogliamo: abbiamo sonno, tutto qua! Vogliamo dormire. Non mi sembra un concetto difficile da assimilare!

Effettivamente dormi per i primi tre, quattro anni della tua vita. E’ tutto come un lungo sogno: quando ti svegli non ti ricordi un accidente. E così succede che intanto cresci. Ed è inevitabile che ti dimenticherai tutto ciò che hai vissuto nei tuoi primi anni di vita. Magari ogni tanto hai dei flashback, ma niente di significativo. Ma ad un certo punto apri gli occhi, di colpo, come quando ti svegli dopo un incubo. C’è una nuova svolta che ti attende, cominci a capire cosa ti accade intorno; magari la vista è ancora annebbiata, ma capisci, almeno a grandi linee, cosa succede. Tu non lo sai ma la tua vita sta cominciando ad incasinarsi! Ed è questo il momento in cui la tua curiosità si sviluppa all’inverosimile. Fai mille domande e non vorresti mai andare a letto. La svolta sta proprio nel cambiamento dell’approccio con il tuo letto. Sei capace di rimanere sveglio ininterrottamente per ore ed ore. Alla mamma viene l’esaurimento perché non ne può più, non vede l’ora di andare in ufficio, lì c’è sempre più pace che a casa; il papà continua a lavorare, con alle spalle ben due ore di sonno, se gli va bene. Tu non ne vuoi sapere di dormire! Vuoi capire, esplorare conoscere! L’unica cosa di cui sei ormai certo è che è inutile passare dieci, dodici ore in un lettino pieno di peluche. Tanto quelli li conosci, quando eri neonato li hai già assaggiati migliaia di volte e alcuni, quando eri all’incirca sui due anni, li hai anche sezionati a dovere; non ce motivo di restare. Perché devo dormire mamma? Non ho sonno! Io voglio giocare!!

 Gli anni passano, per te, per la mamma, per il papà, per tutti. E, con l’adolescenza, arriva anche la fine della maggior parte delle illusioni che, fino a quel momento ti hanno accompagnato lungo una strada che non avevi mai percorso. Una strada grandissima, super affollata! Pian piano però ti accorgi che la superstrada è sempre la stessa e le illusioni…bhè sono proprio delle belle fregature! Però sottolineo l’aggettivo “belle” perchè sono proprio così, magari inutili, ma ti fanno vivere bene; forse è un mondo che non può esistere, quello in cui sei tu, ma a te piace, ci stai bene, è della tua misura. L’unico problema è che prima o poi finisce. Come le batterie: anche le Duracell dopo un po’ si esauriscono…

Torniamo alla nostra grande strada; ti accorgi che è piena di imprevisti, e ci sono ben pochi Autogrill: la sosta risulta quindi un bel casino! Inoltre il mondo che ti eri costruito con tanti sacrifici sta crollando. Le illusioni hanno finito il loro servizio e con loro se ne vanno anche le sicurezze. Ora cominci a vedere tutto con occhi diversi, la nebbia che prima ti circondava ora si sta diradando. Quindi che fare? Forse è meglio rinunciare. Però è anche vero che hai vissuto fino ad ora, hai sofferto le pene dell’inferno per arrivare fin qui e non mi sembra proprio la cosa migliore mollare tutto. Perché invece non tentare? Mi sembra una sfida interessante! E poi mi sembra impossibile che siano tutti superuomini e superdonne, quelli arrivati fino alla fine. Per quale motivo dovresti mollare proprio tu? Mi sembra meglio trovare una strada alternativa… poi, un bel giorno, parlando con un’amica, ti confessa che lei si sente proprio come te. Di quelli che la circondano sono in pochi che la fanno sentire una loro simile. Secondo lei sono rimasti tutti sull’autostrada, tutti uguali, vestiti uguali, tutti ascoltano la stessa musica, fanno le stesse cose, a tutti manca la voglia di saltare il guardrail e di tentare un percorso alternativo. Un branco di pecoroni. Però, siccome si sentono a loro agio così, non gli puoi dire che si stanno sbagliando. Lo stanno poi facendo? O lo sbaglio lo stai commettendo tu, che hai deciso di percorrere una stradina bianca, piccolissima, isolata, con qualche albero qua e la, che non ha niente a che fare con la grande autostrada? Forse per tutti è la scelta azzeccata perché tutti state bene con voi stessi.

La tua stradina è particolare, pochissime volte ne incrocia altre, quasi mai entra in contatto con l’autostrada affollata; gli altri non riescono a viaggiare con il tuo passo, alla tua stessa velocità; sei un lampo, il vento tra i capelli è talmente forte da scompigliare tutti i tuoi pensieri e le tue idee. Quindi cominci a non capirci più niente, ti devi fermare. Tranquillo, sei nella tua stradina, puoi viaggiare come ti pare, le soste non sono programmate, le decidi tu. Quindi tu decidi: ti fermi a racimolare quelle due-tre cavolate che hai perso dietro di te. Ma la curiosità è forte, quasi quasi dai una sbirciatina al di là del guardrail. Subito ti accorgi che non è cambiato niente: un fiume di persone rigorosamente uguali. Forse è meglio riprendere il tuo viaggio, meglio continuare per la tua via: non è mai troppo conveniente lasciare la strada vecchia per la nuova!

Finché arrivi alla veneranda età di diciotto anni. Non sai che c… fare della tua vita. Non c’è via di mezzo: o va tutto storto o tutto ti va a gonfie vele. A quelli normali, in genere, va tutto storto. Ti stendi sul tuo bel letto: se sei fortunato è matrimoniale o ad una piazza e mezza, altrimenti hai un tristissimo lettino singolo. Ormai sei cresciuto, ma i tuoi se ne fregano. Continuano ad andare avanti e indietro per la tua stanza come se nulla fosse. Allora ti attacchi le tue fedelissime cuffie alle orecchie ed entri nell’universo parallelo. Niente di quello che era prima ti sfiora. Puoi fantasticare quanto vuoi. Rifletti sul perché del sonno. Certo, serve per riprendere le forze, per non farti crollare. Ma non è solo quello. Quando chiudi gli occhi ti sembra di volare. Il letto è il posto preferito di tutti. Tutti sognano. Tutti sognano a letto; alcuni anche ad occhi aperti, ma i più lo fanno quando sono a loro agio, sotto al sedere hanno un bel materasso…e sognano di averne uno migliore; Tutti quanti sogniamo di avere una cosa migliore di quella che possediamo già. E’ normale. Poi immancabilmente ti addormenti. Sono troppo per la tua mente questi discorsi! Ma a nessuno che soffre d’insonnia viene proposto, in alternativa all’inventario delle pecore, di riflettere sul sonno. E’ micidiale, un sonnifero da paura!

 

Abito da sposa cercasi
Oh…! Stregatto!